EMDR

EMDR

9 Gennaio 2026

Autore: Dott.ssa Laura Marchi

Tempo di lettura: 2 min

L’EMDR (eye movement desensitization and reprocessing) è un metodo psicoterapico strutturato e supportato dall’evidenza scientifica che interviene sulle conseguenze psicopatologiche legate a eventi traumatici, ma anche su esperienze più comuni ma emotivamente stressanti. Il modello teorico alla base dell’EMDR è l’AIP (AdaptiveInformation Processing), secondo il quale il cervello è predisposto a elaborare gli eventi dolorosi/traumatici della vita ma non sempre questo processo naturale va a buon fine, a volte si formano dei blocchi nelle reti di memoria che impediscono ai ricordi traumatici di andare in risoluzione adattiva e pertanto continuano a disturbare sottoforma di flash o ricordi legati al trauma passato, pensieri negative su di sé, emozioni disturbanti, difficoltà relazionali, ecc; in questi casi l’EMDR può aiutare nel processo di elaborazione adattiva grazie all’esposizione in seduta all’evento target mentre viene applicata una stimolazione bilaterale (oculare, sonora, stimolazioni alternate destra-sinistra sulle ginocchia, il tapping). Elaborare un ricordo secondo questo modello porta alla riduzione/scomparsa del sintomo correlato. Dopo una o più sedute i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, cioè perdono la loro carica emotiva negativa. Elaborare un ricordo traumatico significa passare dal sentire l’evento ancora presente e disturbante nonostante si sia concluso, a sentirlo come appartenente al passato, concluso e con esso si interrompono anche gli stati emotivi, le attivazioni somatiche, i pensieri intrusivi, i flash, le sensazioni fisiche dolorose legate all’evento che sono rimaste memorizzate nel loro stato originale e che, grazie all’elaborazione EMDR, si risolvono permettendo alla persona di riprendere in mano la propria vita.

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